La Vacuum Terapia

La vacuum terapia è un trattamento antichissimo; affonda infatti le radici della medicina quantica cinese, che si basava sull’idea che ogni malanno e disturbo dell’organismo dipendesse da un’alterazione negativa del flusso energetico nell’organismo stesso, e che per guarire il malato fosse necessario riequilibrare questo flusso.

I cinesi praticavano questo trattamento, per guarire le lesioni cutanee, mediante l’utilizzo di coppette di vetro che pressavano sull’area del corpo interessata, abbinandovi spesso anche l’agopuntura. Tale principio d’azione è stato recentemente ripreso e studiato in Svezia, ma ha raggiunto il suo picco di popolarità nella limitrofa Danimarca, per poi diffondersi nel resto d’Europa fino ad arrivare a noi.

Si tratta di una terapia che prevede l’uso di coppette collegate mediante tubi a una pompa aspirante; queste coppette, una volta applicate sulla zona corporea da trattare, sono sottoposte ad una depressione e successivamente ad una compressione per stimolare la circolazione venosa e linfatica. L’effetto a ventosa che si ottiene genera un maggior afflusso sanguigno nell’area trattata, causando:

  • una migliore circolazione;
  • un ricambio di sostanze più rapido;
  • l’eliminazione delle tossine.

Vacuum terapia in medicina

In ambito medico, la vacuum terapia è utilizzata principalmente nel trattamento delle lesioni cutanee (ferite, ustioni, cicatrici) attraverso l’impiego di un macchinario chiamato VAC, brevettato dall’azienda medica KCI.

L’apparecchiatura VAC si compone di:

  • Un generatore centrale;
  • Una ventosa da applicare sulla zona interessata;
  • Una medicazione in forma schiumosa da applicare sull’area trattata in seguito alla terapia;
  • Una pellicola con la quale avvolgere la cute lesionata in modo tale da ripararla da agenti esterni.

Questa moderna apparecchiatura, che già solo nel 2014 (ultimo dato disponibile) vantava oltre 8.000.000 di ferite curate in tutto il mondo, si utilizza per esercitare sulla zona interessata una pressione topica negativa (NPWT), ossia un processo di aspirazione, che stimola una maggior affluenza di sangue verso la superficie della cute e di conseguenza permette l’ossigenazione della ferita.

Sostanzialmente, attraverso la vacuum terapia la ferita continua a ricevere sostanze nutritive dal sangue e le cellule che la compongono non muoiono. Oltretutto, la vacuum terapia argina anche il rischio di proliferazione batterica e facilita il processo di assorbimento dei farmaci posti sulla ferita stessa.

Vacuum terapia in estetica

La stragrande maggioranza dei centri estetici è, ad oggi, dotata di appositi macchinari per praticare la vacuum terapia sui clienti. La marca di questi macchinari è estremamente variabile, ma tutti si compongono di due parti:

  • Un generatore centrale, munito anche di un display che permette di monitorare l’intensità del trattamento;
  • Gli elettrodi, collegati al generatore mediante dei tubi o dei cavi, a forma di ventose.

Il generatore manda alle ventose, applicate sulla cute, prima degli impulsi di pressione, e poi di aspirazione. Quest’alternanza permette una maggiore affluenza di sangue nella zona interessata, che comporta anche una migliore ossigenazione dei tessuti. Tutto ciò avviene unitamente alla diminuzione di anidride carbonica, che favorisce una diminuzione delle tossine.

Sarebbe bene abbinare a questo tipo di trattamento anche un’idratazione efficace e costante, da iniziare subito dopo il trattamento: l’acqua infatti aiuterà l’organismo nel processo di eliminazione delle scorie che la vacuum terapia ha già espulso dai tessuti.

Cosa cura e su cosa agisce la vacuum terapia?

La vacuum terapia si propone come una soluzione, rapida e indolore, a numerosi inestetismi cutanei e patologie, per esempio:

  • La cellulite: la cellulite è un eccessivo aumento del tessuto adiposo che deforma diverse parti del corpo, conferendo alla pelle un caratteristico aspetto ondulato. La vacuum terapia, attraverso la stimolazione della circolazione sanguigna e linfatica, favorisce l’eliminazione delle cellule adipose poste più in profondità;
  • Acne: la vacuum terapia favorisce il ricambio di ossigeno e l’eliminazione delle scorie, prevenendo eventuali proliferazioni batteriche, causa di importanti eruzioni cutanee;
  • Cicatrici: attraverso il processo di aspirazione esercitato sulla cute, la vacuum terapia esercita una sorta di separazione dei tessuti, che agisce anche sulle cicatrici radicate più in profondità, come le cicatrici cheloidee e quelle ipertrofiche;
  • Linfedemi: si tratta di una condizione in cui avviene un importante accumulo di linfa, soprattutto negli arti, causato da un’anomalia a livello del sistema linfatico. La vacuum terapia aspira in superficie questa linfa, che viene poi normalmente espulsa mediante la diuresi (è quindi consigliato di integrare molti liquidi nel corpo per facilitare questo processo);
  • Vene varicose: le vene varicose sono dovute ad una dilatazione patologica e permanente di una vena, causata da una modificazione regressiva delle pareti venose. In questo caso la vacuum terapia, stimolando il sistema circolatorio, raggiunge i capillari posti in zone periferiche del corpo, più soggette a problemi legati ad una scorretta circolazione.

Non solo, la vacuum terapia si rivela una valida alleata anche per alcuni trattamenti minori, quali:

  • Migliorare l’elasticità cutanea;
  • Eliminare la flaccidezza;
  • Sollevare seni e glutei;
  • Rimodellare il corpo dopo il parto ed altri tipi di interventi;
  • Alleviare i dolori muscolari;
  • Pulire i pori favorendo e disintossicare la pelle.